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La fine delle giustificazioni: smetti di scusare chi ti tratta male

Pubblicato il 19 settembre 2026 alle ore 07:00

Siamo diventati campioni olimpici nell'arte di trovare scuse per gli altri. "Sta passando un periodo difficile", "è fatto così", "non lo ha fatto apposta", "ha un passato complicato".

Continuiamo a fabbricare alibi per giustificare le mancanze, la maleducazione o il disinteresse di chi abbiamo di fronte, fino al punto di convincerci che il problema siamo noi che pretendiamo troppo.

Bisogna metterci un punto: le giustificazioni sono solo il velo con cui copriamo le delusioni per non doverci fare i conti.

La differenza tra comprensione e complicità

Capire le fragilità o le difficoltà di una persona è un segno di empatia; usarle per tollerare comportamenti irrispettosi a nastro è pura complicità con la propria svalutazione.

Un periodo no, uno stress lavorativo o una ferita del passato possono spiegare un atteggiamento, ma non lo rendono né giustificabile né tantomeno accettabile sul lungo periodo. Se la sofferenza di qualcun altro diventa la licenza per calpestare te, la dinamica è già compromessa.

Le scuse più velenose che raccontiamo a noi stessi

 "È il suo modo di dimostrare affetto": No, l'affetto non si dimostra con la distanza, con il silenzio punitivo o con le battute sminuenti.

 "Cambierà quando capirà quanto tengo a lui": Le persone non cambiano per magia o per la tua dedizione. Cambiano solo se e quando decidono di farlo da sole.

 "In fondo ha anche dei lati positivi": Anche un orologio rotto segna l'ora giusta due volte al giorno. Questo non significa che sia uno strumento affidabile su cui regolare la propria vita.

Il principio della responsabilità personale

Ogni adulto è interamente responsabile del modo in cui sceglie di trattare gli altri. Le circostanze esterne non sono una giustificazione eterna.

1. Guarda le azioni, cancella le intenzioni presunte: Smetti di valutare le persone per quello che "avrebbero voluto fare" o per il loro "potenziale". Giudicale spietatamente solo per quello che fanno nei fatti.

2. Smetti di fare il lavoro sporco al posto loro: Se una persona sbaglia, lascia che si assuma la responsabilità di scusarsi e di rimediare. Se non lo fa, hai già ottenuto la tua risposta.

3. Imponi standard chiari: Fai capire che l'accesso alla tua vita richiede un livello minimo di rispetto e costanza. Chi non è in grado di garantirlo può tranquillamente accomodarsi fuori.

In conclusione

Togliere le giustificazioni di mezzo fa male, perché ti costringe a vedere la realtà per quella che è: molte persone semplicemente non tengono a te abbastanza da fare lo sforzo di trattarti bene. Smetti di fare da avvocato difensore a chi ti ferisce: accetta la realtà e agisci di conseguenza.

Ivan Minervini