Ogni persona, nel corso della propria vita, si trova ad affrontare difficoltà, imprevisti e situazioni che non avrebbe mai scelto di vivere.
Alcuni ostacoli dipendono dalle nostre decisioni, altri arrivano senza alcun preavviso.
Ci sono eventi che non possiamo controllare, persone che ci deludono, circostanze che sembrano metterci continuamente alla prova.
Di fronte a tutto questo esistono due modi completamente diversi di reagire.
Il primo consiste nel cercare continuamente una spiegazione esterna. Dare la colpa al destino, alla fortuna, alle persone che ci circondano, al passato o alle circostanze può sembrare una reazione naturale. In alcuni casi può anche esserci una parte di verità.
Il secondo, invece, consiste nel domandarsi quale sia il passo successivo.
È proprio qui che nasce il concetto di responsabilità personale.
Assumersi la responsabilità della propria vita non significa credere che tutto dipenda esclusivamente da noi. Sarebbe irrealistico e ingiusto pensarlo. Esistono situazioni che nessuno può prevedere o controllare.
La responsabilità personale significa qualcosa di diverso.
Significa scegliere di concentrarsi su ciò che possiamo fare, invece di consumare energie pensando esclusivamente a ciò che non possiamo cambiare.
Questa differenza può sembrare piccola.
In realtà cambia completamente il modo di affrontare qualsiasi problema.
Molte persone trascorrono anni aspettando che qualcuno cambi al posto loro.
Aspettano che arrivi l’occasione perfetta.
Aspettano il momento giusto.
Aspettano condizioni migliori.
Aspettano di sentirsi pronti.
Nel frattempo il tempo continua a scorrere.
La vita non rimane in pausa mentre aspettiamo.
Ogni giorno rappresenta una scelta.
Anche decidere di non decidere è, a tutti gli effetti, una decisione.
È proprio questo uno degli aspetti più importanti della responsabilità personale.
Prendere coscienza che le nostre scelte, grandi o piccole, costruiscono lentamente il percorso che stiamo vivendo.
Naturalmente nessuno prende sempre decisioni perfette.
Sbagliare è inevitabile.
Ogni persona commette errori.
La vera differenza non sta nel non sbagliare mai.
Sta nel modo in cui scegliamo di reagire dopo aver sbagliato.
Possiamo cercare una giustificazione.
Oppure possiamo imparare qualcosa da quell’esperienza.
Ogni errore contiene una lezione.
Ma questa lezione diventa utile soltanto quando siamo disposti ad accettare la nostra parte di responsabilità.
Le scuse, invece, producono un effetto completamente diverso.
Possono alleviare momentaneamente il senso di colpa.
Possono proteggerci dall’imbarazzo.
Possono persino convincerci che il problema non dipenda da noi.
Ma raramente migliorano la nostra situazione.
Una scusa spiega perché qualcosa è successo.
Una responsabilità ci spinge a capire cosa possiamo fare affinché accada qualcosa di diverso.
Ed è proprio qui che nasce la crescita.
Chi si assume la responsabilità della propria vita smette gradualmente di sentirsi in balia degli eventi.
Inizia a cercare soluzioni.
Inizia a fare domande diverse.
Non chiede più soltanto:
“Perché è successo proprio a me?”
Inizia invece a chiedersi:
“Cosa posso fare, concretamente, da questo momento in avanti?”
Questa semplice domanda restituisce qualcosa di estremamente prezioso.
Il potere di agire.
Naturalmente esistono situazioni estremamente difficili.
Ci sono persone che affrontano problemi di salute, difficoltà economiche, perdite, ingiustizie o eventi che nessuno meriterebbe di vivere.
Riconoscere queste difficoltà è importante.
Negarle sarebbe sbagliato.
Ma anche nelle circostanze più complesse rimane quasi sempre uno spazio di libertà.
Lo spazio in cui scegliamo il nostro atteggiamento.
Lo spazio in cui decidiamo se arrenderci oppure continuare.
Lo spazio in cui trasformiamo una difficoltà in una possibilità di crescita.
Questo non elimina il dolore.
Non rende semplice ciò che è difficile.
Ma restituisce dignità alle nostre scelte.
La responsabilità personale riguarda anche le promesse che facciamo a noi stessi.
Ogni volta che decidiamo di iniziare un percorso, di imparare qualcosa, di costruire un progetto o di cambiare un’abitudine, stiamo assumendo un impegno.
Mantenere quell’impegno, soprattutto quando l’entusiasmo iniziale diminuisce, è una forma concreta di responsabilità.
Nessuno può farlo al posto nostro.
Le persone possono sostenerci.
Possono incoraggiarci.
Possono offrirci opportunità.
Ma nessuno può vivere la nostra vita al posto nostro.
Ed è proprio questa consapevolezza che rende una persona sempre più autonoma.
Con il tempo si comprende anche un’altra verità.
Assumersi le proprie responsabilità non significa caricarsi addosso colpe inutili.
Significa semplicemente riconoscere ciò che dipende da noi e lavorare su quello.
È un atteggiamento molto diverso dal senso di colpa.
Il senso di colpa guarda continuamente al passato.
La responsabilità guarda al futuro.
Il senso di colpa immobilizza.
La responsabilità mette in movimento.
Ogni giorno abbiamo la possibilità di scegliere quale atteggiamento adottare.
Possiamo continuare a cercare spiegazioni che giustifichino la nostra immobilità.
Oppure possiamo iniziare a costruire, un passo alla volta, il cambiamento che desideriamo vedere nella nostra vita.
Forse non controlleremo mai tutto ciò che ci accade.
Ma controlleremo sempre il modo in cui decidiamo di rispondere.
Ed è proprio in quella scelta che si trova una delle forme più autentiche di libertà.
Perché il momento in cui smettiamo di aspettare che sia il mondo a cambiare per noi è spesso lo stesso momento in cui iniziamo davvero a cambiare noi stessi.