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Come distinguo un alleato da un parassita

Pubblicato il 23 gennaio 2026 alle ore 07:00

Diciamolo subito, senza filtri:

non tutti quelli che ti stanno vicino ti vogliono bene.

Alcuni vogliono quello che hai, non quello che sei.

 

E no, non è cinismo. È lucidità.

 

Il parassita non ti attacca: si accomoda

 

Il parassita non arriva come un nemico.

Arriva come:

  • amico
  • collaboratore
  • persona che ha solo bisogno di una mano
  • uno che capisce la tua visione

 

Poi resta.

E tu lavori, cresci, rischi.

Lui osserva, prende appunti e… incassa.

 

Come riconoscerlo (senza mentirti)

 

Un parassita:

  • parla tanto di potenziale, zero di risultati
  • ha sempre un problema, mai una soluzione
  • chiede accesso, visibilità, contatti
  • quando c’è da sporcarsi le mani… sparisce
  • quando c’è da festeggiare… è in prima fila

 

La regola è semplice:

se senza di te, quella persona non esiste, ma se senza di lei tu sì, non è un alleato.

 

L’alleato non ha bisogno di te per sopravvivere

 

Ed è proprio per questo che sceglie di stare con te.

 

Un alleato:

  • costruisce, non si appoggia
  • ti sfida, non ti lusinga
  • non ti invidia, ti rispetta
  • se cade, si rialza
  • se vince, condivide

 

Un alleato non ti chiede di salvarlo.

Cammina con le proprie gambe.

 

Il vero problema? Spesso sei tu

 

Sì, fa male. Ma è così.

 

I parassiti prosperano quando:

  • non sai dire no
  • confondi la bontà con la debolezza
  • hai bisogno di essere apprezzato
  • temi il conflitto più della mediocrità

 

Ogni parassita è, in parte, una tua concessione non gestita.

 

Tagliare non è cattiveria, è sopravvivenza

Non devi spiegazioni.

Non devi giustificarti.

Non devi salvare nessuno.

 

La tua energia non è democratica.

È limitata. E va investita, non regalata.

 

Conclusione (scomoda ma vera)

 

Un alleato ti rende più grande.

Un parassita prospera solo finché tu cresci.

 

E se ti senti svuotato, rallentato, confuso

non è stanchezza.

È semplicemente qualcuno che sta mangiando dal tuo piatto.

 

Non ho più spazio per chi ha bisogno di me per esistere.

Ho tempo solo per chi sceglie di camminare con me.

Ivan Minervini