Diciamolo subito, senza filtri:
non tutti quelli che ti stanno vicino ti vogliono bene.
Alcuni vogliono quello che hai, non quello che sei.
E no, non è cinismo. È lucidità.
Il parassita non ti attacca: si accomoda
Il parassita non arriva come un nemico.
Arriva come:
- “amico”
- “collaboratore”
- “persona che ha solo bisogno di una mano”
- “uno che capisce la tua visione”
Poi resta.
E tu lavori, cresci, rischi.
Lui osserva, prende appunti e… incassa.
Come riconoscerlo (senza mentirti)
Un parassita:
- parla tanto di potenziale, zero di risultati
- ha sempre un problema, mai una soluzione
- chiede accesso, visibilità, contatti
- quando c’è da sporcarsi le mani… sparisce
- quando c’è da festeggiare… è in prima fila
La regola è semplice:
se senza di te, quella persona non esiste, ma se senza di lei tu sì, non è un alleato.
L’alleato non ha bisogno di te per sopravvivere
Ed è proprio per questo che sceglie di stare con te.
Un alleato:
- costruisce, non si appoggia
- ti sfida, non ti lusinga
- non ti invidia, ti rispetta
- se cade, si rialza
- se vince, condivide
Un alleato non ti chiede di salvarlo.
Cammina con le proprie gambe.
Il vero problema? Spesso sei tu
Sì, fa male. Ma è così.
I parassiti prosperano quando:
- non sai dire no
- confondi la bontà con la debolezza
- hai bisogno di essere apprezzato
- temi il conflitto più della mediocrità
Ogni parassita è, in parte, una tua concessione non gestita.
Tagliare non è cattiveria, è sopravvivenza
Non devi spiegazioni.
Non devi giustificarti.
Non devi salvare nessuno.
La tua energia non è democratica.
È limitata. E va investita, non regalata.
Conclusione (scomoda ma vera)
Un alleato ti rende più grande.
Un parassita prospera solo finché tu cresci.
E se ti senti svuotato, rallentato, confuso…
non è stanchezza.
È semplicemente qualcuno che sta mangiando dal tuo piatto.
Non ho più spazio per chi ha bisogno di me per esistere.
Ho tempo solo per chi sceglie di camminare con me.