Perché il silenzio è la mia arma preferita

Pubblicato il 5 gennaio 2026 alle ore 07:00

Viviamo in un mondo che fa rumore anche quando non dice niente.

Opinioni urlate, spiegazioni non richieste. Tutto deve essere dichiarato, condiviso, giustificato.

 

Io no.

Io ho scelto il silenzio.

 

Non perché non abbia niente da dire, ma perché ho imparato che non tutto merita una risposta.

 

Il silenzio è la mia arma preferita perché non spreca energie.

Non alimenta conflitti inutili.

Non abbassa il mio livello per raggiungere quello di chi provoca.

 

Quando taccio, osservo.

Quando osservo, capisco.

E quando capisco, scelgo.

 

Il silenzio mette a disagio chi cerca reazioni.

Smaschera chi parla solo per riempire il vuoto.

Costringe l’altro a confrontarsi con se stesso, non con me.

 

Ho imparato che spiegarmi sempre è una forma di debolezza.

Che giustificarmi è spesso un favore che faccio a chi non vuole capire.

Che rispondere a tutto significa lasciare agli altri il controllo del mio tempo e delle mie emozioni.

 

Il silenzio, invece, è spazio.

È potere.

È confine.

 

Non è fuga, è scelta.

Non è paura, è lucidità.

Non è passività, è dominio di sé.

 

Ci sono battaglie che si vincono parlando.

E poi ci sono quelle che si vincono non scendendo nemmeno in campo.

 

Ecco perché, oggi più che mai,

il silenzio resta la mia arma preferita.

Ivan Minervini