A un certo punto della vita, arriva un momento preciso.
Non è rumoroso, non è drammatico.
È silenzioso.
E ti costringe a scegliere.
Scegliere chi resta e chi no.
Non per cattiveria.
Non per superiorità.
Ma per rispetto verso me stesso.
Negli anni ho capito una cosa semplice:
non tutte le persone che ti accompagnano, meritano di arrivare con te alla meta.
Le persone che taglio
Taglio chi:
- vive di lamentele ma non fa nulla per cambiare
- deride i sogni altrui, perché non ha il coraggio di provarci
- si sente in competizione, invece che in crescita
- pretende accesso alla mia vita, senza portare valore
- confonde la sincerità con la negatività
Persone così non le odio.
Non le giudico.
Semplicemente non camminiamo nella stessa direzione.
E quando la direzione cambia, anche le distanze diventano sane.
Le persone che porto avanti
Porto avanti chi:
- lavora in silenzio
- parla poco e fa molto
- non ha bisogno di brillare, spegnendo gli altri
- rispetta il tempo, l’energia e le ambizioni altrui
- cresce… e ti spinge a crescere
Sono poche.
Ma sono vere.
E soprattutto, sono allineate.
La verità che nessuno dice
Crescere, significa perdere qualcuno.
E va bene così.
Chi resta, è perché deve restare.
Chi va via, ti ha comunque insegnato qualcosa.
Oggi, non rincorro più nessuno.
Costruisco.
E lungo la strada, porto solo chi è pronto a costruire con me.
Il resto… lo lascio andare.
Con serenità.