Come costruisco relazioni che non crollano

Pubblicato il 16 gennaio 2026 alle ore 07:00

Per molto tempo ho pensato che le relazioni “giuste” fossero quelle che non traballano mai. Quelle facili, fluide, senza attriti.

Spoiler: non esistono.

 

Le relazioni che durano davvero non sono quelle perfette, ma quelle capaci di reggere il peso della realtà. E nel tempo ho capito che costruirle è un atto intenzionale, non casuale.

 

Ecco come provo a farlo oggi:

 

1. Parto da me (anche quando è scomodo)


Ogni relazione è uno specchio.

Se entro in rapporto portandomi dietro ferite non viste, bisogni non detti o aspettative irrealistiche, prima o poi il castello crolla.

 

Costruire relazioni solide significa chiedermi:

  • Cosa sto cercando davvero?
  • Sto scegliendo l’altro o sto cercando di farmi scegliere?
  • Sto parlando per essere capito o per avere ragione?

 

Il lavoro su di me non rende le relazioni facili. Le rende vere.

 

2. Dico le cose prima che diventino muri

 

Le relazioni non finiscono per un litigio.

Finiscono per le cose non dette.

 

Imparare a parlare quando qualcosa è piccolo evita di dover urlare quando diventa enorme.

Non sempre è elegante, non sempre è comodo, ma è onesto.

 

Dire:

Questa cosa mi ha fatto sentire così

 

è molto più potente di:

Tu fai sempre…

 

3. Scelgo la vulnerabilità al posto del controllo

 

Controllare dà l’illusione di sicurezza.

La vulnerabilità crea connessione reale.

 

Mostrarmi per come sono — anche confuso, fragile, in costruzione — è rischioso, sì.

Ma è l’unico modo per creare relazioni che non crollano al primo scossone.

 

Le relazioni forti non sono quelle in cui nessuno cade.

Sono quelle in cui ci si rialza insieme.

 

4. Accetto che l’altro non sia la mia soluzione

 

Nessuno è nato per salvarci.

Pretendere che l’altro colmi vuoti che non guardiamo è una condanna per entrambi.

 

Quando smetto di usare le relazioni come stampelle emotive, iniziano a diventare spazi di crescita, non di dipendenza.

 

L’altro non deve completarmi.

Può camminare accanto a me.

 

5. Resto anche quando sarebbe più facile scappare

 

Scappare è semplice.

Restare presenti, ascoltare, rinegoziare, cambiare… è un atto di maturità emotiva.

 

Questo non significa sopportare tutto.

Significa distinguere tra ciò che va curato e ciò che va lasciato andare.

 

Le relazioni che non crollano non sono quelle senza crisi.

Sono quelle in cui qualcuno, ha scelto di non mollare alla prima difficoltà.

 

In conclusione

 

Oggi non cerco relazioni perfette.

Cerco relazioni abbastanza sicure da reggere la verità, il cambiamento e la crescita.

 

E soprattutto, cerco di essere io per primo una persona con cui vale la pena restare.

Ivan Minervini