C’è un momento, prima o poi, in cui capisci che l’emotività è un lusso che non puoi più permetterti.
Non perché smetti di sentire,
ma perché impari a governare ciò che senti.
La mente fredda non è distacco.
È controllo.
All’inizio reagivo subito.
Alle persone.
Agli imprevisti.
Alle provocazioni.
Ai fallimenti travestiti da lezioni.
Reagire subito sembra naturale, quasi giusto.
In realtà è la forma più sottile di dipendenza:
lasci che siano gli altri o gli eventi, a decidere per te.
Poi ho fatto una scelta diversa.
Ho iniziato a fermarmi.
Prima di rispondere.
Prima di agire.
Prima di dimostrare qualcosa a qualcuno che non meritava nemmeno il mio tempo.
Ho iniziato a calcolare ogni mossa, ogni reazione, ogni parola.
Rilasciate solo quando serviva.
Solo nel momento giusto.
La mente fredda nasce lì.
Quando smetti di:
- spiegarti
- giustificarti
- convincere
- dimostrare
e inizi a:
- osservare
- calcolare
- aspettare
- scegliere
Una mente fredda ti permette di vedere ciò che gli altri ignorano:
le dinamiche, i pattern,
le vere intenzioni dietro le parole.
Chi si lascia guidare dall’ego prende decisioni costose.
Chi confonde l’urgenza con l’importanza, costruisce castelli fragili.
Il mio impero non si fonda sull’istinto.
Si fonda sulla lucidità.
Saper aspettare quando tutti corrono.
Saper tacere quando tutti parlano.
Saper colpire quando e dove serve.
La mente fredda non cerca approvazione.
Cerca risultati.
E soprattutto, non ha bisogno di dimostrare nulla.
Sa esattamente dove sta andando.
Questo è il vero potere.
Silenzioso.
Calcolato.
Inevitabile.